James Nachtwey

Probabilmente il più famoso ed apprezzato fotoreporter di guerra contemporaneo.

Biografia essenziale

Nato a Syracuse (NY) nel 1948, studia Storia dell'Arte e Scienze Politiche al Dartmouth College fino al 1970. Viene profondamente segnato, nella sua gioventù, dalle immagini della guerra del Vietnam e per il movimento dei diritti civili. In seguito a questo, nel 1976 decide di diventare fotoreporter. Nel 1980 diventa freelance e il suo primo vero incarico è del 1981 su alcuni militari dell'IRA.

La sua attività di fotoreporter si è poi svolta in numerosi paesi quali El Salvador, Nicaragua, Guatemala, Libano, Cisgiordania (West Bank) e Gaza, Israele, Indonesia, Thailandia, India, Sri Lanka, Afghanistan, Filippine, Corea del Sud, Somalia, Sudan, Rwanda, Sudafrica, Russia, Bosnia, Cecenia, Kosovo, Romania, Brasile e Stati Uniti. Nachtwey lavora per la rivista Time dal 1984, ha lavorato per l'agenzia Black Star dal 1980 al 1985 ed è stato membro della prestigiosa Magnum Photos dal 1986 al 2001.

Sul lavoro di Nachtwey è stato fatto un film documentario, War Photographer, con Nomination agli Oscar nel 2002.


Documentazione

Nachtwey è stato negli angoli più difficili del pianeta, ha visto guerre, carestie, brutalità di ogni genere. Cosa lo spinto ad andare avanti? Ce lo dice lui stesso: il dovere di mostrare al mondo cosa avviene, nel modo più forte possibile. Ecco quindi che tutto, nelle sue immagini, è funzionale a questo scopo: portare l'osservatore dentro l'avvenimento, farlo sentire lì. Solo così, secondo Nachtwey, è possibile creare una coscienza sociale, e quindi fare qualcosa per cambiare.

L'immagine forte quindi non per estetica o canoni "artistici" e compositivi fini a se stessi, ma per funzione, per essere più ricordata ed avere più effetto sull'osservatore. Arrivare come un pugno nello stomaco. Le persone nella nostra epoca sono sempre più immerse in un turbinio di immagini, che di conseguenza perdono peso ed importanza. Ma non quelle di Nachtwey: arrivano sempre al cuore, sono potenti, e non possono essere ignorate.




"I think the raising of people's consciousness is the first step toward creating public opinion and public opinion creates an impetus for change." JN



Nachtwey lavora prevalentemente in bianco e nero, in quanto, a suo parere, spesso nel bianco e nero il messaggio arriva più forte, non "diluito" dal colore. Ricorda: per lui l'unico scopo è farti sentire nell'azione, nel momento, farti provare cosa sentono le persone ritratte, non fare una "bella" foto. Ogni elemento di "disturbo" o non funzionale viene quindi eliminato, anche il colore.

Di contro, quando il colore è invece funzionale al messaggio, Nachtwey sceglie di mantenerlo.



"When you publish stories and photographs about people who are suffering, you have to be prepared to give something, and not to sell something. I think people are ready to give something." JN



Nonostante abbia girato gli angoli più remoti del mondo (rischiando spesso la vita), ha scattato anche molto più vicino a casa sua (New York) in occasione degli attacchi dell'11 Settembre.




Libri consigliati

Il primo libro che ti consiglio è il catalogo della mostra di Milano del 2018: Memoria. Economico ma di buona qualità, presenta la maggior parte delle foto del fotografo.

A riuscire a trovarlo a prezzo umano, altro interessantissimo libro è Inferno.