Margaret Bourke-White

La prima donna a diventare fotoreporter di guerra.
Nata nel 1904 a New York (da famiglia borghese del Bronx) Margaret Bourke-White ha al suo attivo diversi primati: prima fotografa di guerra, prima inviata donna di Life, e prima fotografa occidentale ad essere ammessa nell'URSS (Unione Sovietica).

All'inizio della sua carriera (a cavallo tra gli anni 20 e 30 del secolo scorso) è fotografa industriale (da cui è profondamente attratta, anche a causa del periodo che vede nell'industrializzazione una speranza per uscire dalla Grande Depressione) e già qui dimostra grande coraggio per cercare l'inquadratura migliore, anche a rischio della propria incolumità.

Il suo mantra, pare passato dalla madre, è Reject the easy path. Do it the hard way.




Anche per questo lavoro dimostra grande coraggio, e, come lei stessa afferma, nessuna paura per le altezze, come dimostra una famosa fotografia che la ritrae al lavoro:


Nel 1930 ottiene l'accesso nell'Unione Sovietica (è suo il primo ritratto non ufficiale di Stalin) ma è soprattutto al suo rientro negli USA (quando diventa fotografa della rivista Life) che da il meglio di se. Nel 1937 viene inviata in Kentucky a documentare la piena del fiume Ohio ed è in quella circostanza che scatta la sua fotografia più famosa.


Questa immagine viene estrapolata dal contesto (merita anche una copertina da Life) e diventa un'icona: la fotografia si evolve dal particolare evento al racconto universale. Racconta l'ingiustizia sociale del "sogno americano", la segregazione razziale, in modo diretto e senza filtri. Costringe il pubblico a riflettere.

Ecco un grande, immenso esempio di come la fotografia possa raccontare una storia, e forse possa anche influenzare il mondo rendendo evidente un problema. Guardala per almeno due minuti, scoprine le potenza. Tutto in essa racconta, e tutto è funzionale al messaggio.

Trovare qualcosa di nuovo, qualcosa che nessuno avrebbe potuto immaginare prima, qualcosa che solo tu puoi trovare perché, oltre ad essere fotografo, sei un essere umano un po' speciale, capace di guardare in profondità dove altri tirerebbero dritto. [Margaret Bourke-White]

Infine non possiamo dimenticare che con la sua pellicola ferma i tragici momenti dell'arrivo degli americani guidati dal generale Patton a Buchenwald. Sue sono le prime immagini dei Lager Nazisti, diventando documenti storici di enorme valore.
Nel 1957 firma il suo ultimo reportage per Life perchè, a causa del morbo di Parkinson, non riesce più ad usare la fotocamera. Morirà per una caduta accidentale nel 1971.

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